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Lo stato degli immobili in Italia: le case colabrodo

Pubblicato in [Certificatori], [Fonti rinnovabili], [Risparmio energetico] By ceonline

dispersione calore edifici

Qual è lo stato degli immobili in Italia dal punto di vista del risparmio energetico? Cosa fare per migliorare l'efficienza energetica? Un Certificatore della Regione Piemonte fa per noi il punto della situazione.


Se volessimo definire con una battuta la qualità energetica del patrimonio edilizio italiano, nella sua massima parte, potremo dire che viviamo dentro “case colabrodo”.
Infatti a parte ben rari esempi il patrimonio edilizio italiano, costruito negli anni ’50, ’60, ’70 e ’80 è in condizioni pessime (e spesso non solo dal punto di vista energetico).

Le cose sono andate un po’ meglio dagli anni ’90 in poi, ma solo in periodi recentissimi si è cominciato a costruire in modo migliore. E se è pur vero che dalla fine degli anni ’70, con l’entrata in vigore della Legge 373 si sono dovuti posare nei muri e sulle coperture degli isolanti e installare serramenti con i doppi vetri, spesso le soluzioni adottate anche per gli impianti e la scarsa attenzione costruttiva ha reso di fatto ben poco efficaci anche questi accorgimenti. A questo si devono aggiungere anche le cattive abitudini di noi cittadini nella gestione del risparmio energetico e la diffusione negli ultimi anni dell’utilizzo dei condizionatori, la cui stessa richiesta è però legata alla scarsa qualità delle abitazioni.

E’ evidente che una casa energeticamente efficiente ha meno bisogno di essere scaldata d’inverno, ma anche meno bisogno di essere rinfrescata d’estate. Le cattive abitudini portano perciò al verificarsi di situazioni per cui si vogliono avere in casa 25°C in inverno (quando fuori ci sono magari – 2°C) e 20°C in estate (quando invece fuori ci sono +28°C); cioè più fresco in estate che in inverno. Un bel controsenso!

A questo punto qualcosa dobbiamo fare, perché continuare a sprecare energia fa male a tutti: all’ambiente, alle generazioni future e, perché non dirlo, al nostro portafoglio. Un po’ di soluzioni per ovviare al problema e correggere i difetti ci sono già, basta avere voglia di attuarle.

Prima di passare a vedere come si può intervenire per sistemare le case colabrodo, diciamo che un po’ di risparmio energetico si può attuare a costo zero, semplicemente facendo qualche attenzione e adottando dei comportamenti virtuosi.

Ecco alcune semplici regole che richiedono veramente nessuna fatica:

  • Impostare il termostato di casa intorno ai 19°-21°C;
  • Evitare di coprire i termosifoni con mobili o tende;
  • Non aerare le stanze troppo a lungo;
  • Abbassare le tapparelle di notte e quando è possibile;
  • Limitare l’uso di stufette elettriche;
  • Spegnere la caldaia nelle ore notturne;
  • Tenere chiusa la porta dei locali non utilizzati e ridurre gli spifferi;
  • Usare le luci in con intelligenza;
  • Usare la lavatrice e la lavastoviglie con attenzione alle fasce orarie.

Le murature

Nella maggior parte dei casi comunque, è sull’edificio stesso che occorre intervenire. In generale sarebbe meglio affidarsi ad un indagine preliminare di un tecnico che possa consigliare i migliori interventi da attuare, con relativo rapporto costi/benefici, anche in funzione del tipo di immobile. Se come principio generale, sarebbe meglio intervenire su tutti gli elementi della costruzione (muri, coperture, pavimenti, serramenti, impianti) non sempre ciò è possibile o addirittura conveniente. Il tecnico saprà individuare le soluzioni più idonee. Naturalmente in un edificio gli elementi su cui intervenire sono molti e possono variare in funzione dell’epoca di costruzione. Nel caso di una casa antica, per esempio, con muri pieni in mattoni o pietra, sarà più difficile intervenire; d’altro canto sono proprio tali tipi di muratura che si comportano meglio di quelli di una casa anni ‘60/’70 in cui si ha la certezza della mancanza di isolamento.

I serramenti e gli impianti

I serramenti sono spesso una delle prime fonti di dispersione energetica, ma sostituirli senza intervenire anche nell’isolamento dei cassonetti può vanificare in buona parte l’efficacia dell’intervento. Altra questione importante sono gli impianti: se la caldaia è molto vecchia, sostituirla è sempre buona cosa (anche per ridurre l’inquinamento), ma a volte l’efficacia si perde di fronte alle caratteristiche antiquate dell’impianto di distribuzione, magari con tubi non isolati e così via. Anche i boiler sono spesso responsabili di un elevato consumo di energia, specialmente se sono di tipo elettrico ad accumulo.

Ecco allora un elenco dei principali interventi che possono efficacemente ridurre il consumo energetico di un edificio:

  • Coibentazione delle pareti perimetrali, del tetto e del pavimento;
  • Sostituzione dei serramenti;
  • Installazione di una centralina di regolazione automatica della temperatura;
  • Sostituzione della vecchia caldaia con una di nuova generazione;
  • Installazione di valvole termostatiche sui singoli radiatori;
  • Sostituzione dei boiler elettrici;
  • Installazione di pannelli solari termici.

A questo punto quando si vuole comprare una nuova casa, è estremamente importante dare un’occhiata ai valori di consumo riportati nell’Attestato di Certificazione Energetica.

Si può adottare un piccolo esempio, tanto per fare due conti: due appartamenti di circa 90mq hanno l’uno un consumo energetico, EPgl di 278,0 Kwh/m2, (dovuti per 218,0 Kwh/m2 al riscaldamento e 60,0 Kwh/m2 al boiler elettrico); l’altro un Epgl di 102,0 Kwh/m2 (dovuti per 80,0 Kwh/m2 al riscaldamento e 22,0 Kwh/m2 al boiler a gas).

In termini di costi questo si traduce in una spesa di circa € 3.050,00 fra riscaldamento e elettricità per il primo appartamento e € 1.560,00 per il secondo. E’ facile vedere che nel secondo appartamento si spenderanno € 1.490,00 IN MENO ogni anno, circa la metà.

E’ importante sottolineare che una casa nuova in classe B, con pari caratteristiche dei due appartamenti utilizzati nell’esempio dovrebbe avere un consumo massimo di 69,6 Kwh/m2, cioè il 30% in meno dell’appartamento migliore e il 75% in meno di quello peggiore, con spesa teorica annua di € 1.070,00.

Differenze su cui vale già la pena di riflettere!

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