Il problema della riqualificazione sostenibile ed energetica delle vecchie costruzioni risulta essere un tema ampliamente battuto, ma spesso mal gestito. Oltre ad esserci l’esigenza nel trovare team di progettisti realmente competenti e consapevoli dei propri interventi, risulta fondamentale trovare le soluzioni ottimali che consentano di ottimizzare i costi di lavoro e nello stesso tempo soddisfare il problema della riqualificazione energetica in modo efficiente e che possa garantire un ritorno.

 

 

Risanare energeticamente l’esistente, sia gli immobili dei centri storici sia quelli delle periferie, è un problema non da poco; le figure dei tecnici si trovano sempre di fronte ad innumerevoli difficoltà, una delle quali è la pessima qualità delle vecchie costruzioni e il cattivo mantenimento degli stabili a causa delle cattive e poco idonee tecniche di costruzione.

 

Purtroppo lo slogan del riqualificare la città, apparentemente affascinate, ma in realtà molto sbandierato è materia scientifica molto complessa e ostica,  non è semplice intervenire su opere mal costruite e mal gestite, come possono essere gli esempi di edilizia delle nostre periferie.

 

D’altra parte anche le strutture del centro storico presentano molte difficoltà, non solo per i regolamenti edilizi che limitano gli interventi, ma per problemi di superfetazione, molto frequentemente questo tipo di abitazioni ha subito negli anni dei frazionamenti o abusi scellerati tanto da perdere l’originario impianto tipologico, divenendo di fatto una testimonianza inutile.

 

Gli interventi proposti risultano nella maggior parte dei casi troppo onerosi nei tempi di ritorno e  se pur fattibili non trovano un riscontro nei confronti di chi deve effettuare l’investimento. Pertanto oggi è come se le nostre città avessero due facce: da una parte le green town autosufficienti da sempre auspicate, dall’altra la dura realtà del degrado.

In Italia sta verificandosi, ad esclusione di alcuni casi isolati, un fenomeno abbastanza allarmante: più si fanno studi e passi avanti per poter vivere nella cosidette case e città ideali, più queste si degradano, diventano energivore, faticosamente smaltiscono il calore estivo e il freddo invernale, ma gli abominevoli motori dei condizionatori che costellano le facciate dei palazzi, purtroppo anche quelli di pregio, sono in aumento.

 

Negli ultimi anni però, c’è stata un'evoluzione della tecnica tradotta in pratica tanto da creare un vero filone scientifico sull’argomento, volto ad ottimizzare i lavori di riqualificazione energetica e potere raccoglierne anche i benefici in un lasso di tempo molto ridotto e ben definito. Sono state in proposito dettate nuove norme in materia volute dalle linee guida dell’UE nonché la possibilità di potere usufruire delle detrazioni del 65% e del conto energia, per ristrutturazioni destinate al miglioramento e al risanamento energetico.

 

Secondo gli ultimi studi, infatti un’ottima soluzione è quella di considerare i tetti delle nostre case. Abbiamo più di mille chilometri di tetti nel territorio nazionale, una sorta di città superiore con un potenziale energetico enorme e che potrebbe in larga parte ridurre il fabbisogno delle famiglie italiane e delle imprese.

L’uso delle coperture non deve essere esclusivamente pensato come luogo di installazione dei pannelli solari e fotovoltaici, un altro elemento che sta prendendo molto campo e che oggi si va qualificando come la realtà del futuro è l’utilizzo del tetto verde, utile per mitigare le isole di calore all’interno del contesto urbano.

Inoltre c’è da considerare una cosa molto importante, ovvero la funzione per la quale i tetti sono concepiti da sempre: dare riparo e proteggere dalla pioggia, questo aspetto non è da sottovalutare, sarebbe opportuno far sí che sia le nuove progettazioni che le riqualificazioni utilizzino al meglio questa risorsa tramite opportuni sistemi di riciclo che possono consentire l’uso dell’acqua in ambito domestico non alimentare , riducendone drasticamente lo spreco. 

Purtroppo ad oggi queste pratiche in teoria largamente consolidate non lo sono ancora perfettamente in pratica e questo la dice lunga sull’ostilità di molte ditte costruttrici e del mercato immobiliare.

 

Cert. ID n. 28734