
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della possibile introduzione di un tetto minimo per la certificazione energetica? Un nostro esperto ha approfondito l'argomento.
Nel campo della certificazione energetica non è prevista una tariffa minima per i professionisti.
Ciò spinge spesso i certificatori energetici ad effettuare una vera e propria battaglia economica per aggiudicarsi una certificazione energetica.
Questo si verifica un po’ per tutte le tipologie di professionista e per ogni tipologia di prestazione da espletare.
In un periodo di crisi come questo, anche dell'edilizia, si insinuano quindi pericoli gravi circa il livello qualitativo delle prestazioni eseguite dai professionisti, e quindi anche dai certificatori energetici per la redazione del certificato energetico.
Tendenze dei certificatori energetici
I certificatori energetici tendono dunque a ridurre i costi per la redazione del certificato energetico, ma così facendo si rischia di ridurre la qualità del lavoro prestato.
Inoltre molti professionisti si avvalgono essenzialmente di mezzi tecnologici (software certificati e non) senza poi fare un lavoro di postprocessing su quello che è il calcolo eseguito dal software; in tal modo si hanno certificazioni energetiche ripetitive, non calcolate con esattezza ma soprattutto calcolate con l'inserimento di tanto di quel margine che escluda errori gravi che rendono i risultati a volte talmente cautelativi che sembrano falsati.
Quali soluzioni?
I certificatori energetici dovrebbero cercare e trovare presto una combinazione costo/qualità della prestazione da eseguire che sia corretta per entrambe le parti in modo da redarre certificati energetici credibili e ben fatti e che abbiano un costo non troppo elevato.
L'impostazione della popolazione è quella di spendere il minimo indispensabile per adempiere a certe normative; nel caso specifico redarre l'attestato di certificazione energetica per una unità immobiliare da inserire sul mercato.
L'atteggiamento è quello classico italiano che di fronte ad adempimenti obbligatori cerca il sistema per far in modo che economicamente certi adempimenti pesino il meno possibile, sottovalutando poi il fatto che un domani magari possa essere lui dalla parte opposta del bancone. L'atteggiamento generale dovrebbe essere quello di adempiere agli obblighi di legge mediante tecnici abilitati e con provata esperienza in ambito, i quali a fronte di una spesa giusta, eseguano le prestazioni in modo corretto e con standard qualitativi alti, in modo da dar valore all'attestato di certificazione energetica.
Il monito è rivolto pertanto sia al venditore ma anche al professionista.
Spendere poco per redarre un attestato di certificazione energetica è spesso indice di qualità bassa del prodotto. E qui si potrebbe entrare nella deontologia di un certificatore energetico che redige un certificato energetico di tale bassa levatura, e di inutilità dello stesso, della perdita di una occasione per dotare il bene in vendita di un valore aggiunto, indipendentemente dalla classe energetica in cui ricade. Ma non è il caso in questa sede di approfondire tali argomenti.
Tariffe minime per la certificazione energetica
Il mio parere è quello di istituire nuovamente dei minimi tariffari non solo per le certificazioni energetiche, ma per ogni categoria di prestazione che un professionista può espletare. Ciò farebbe concludere la battaglia economica tra certificatori energetici e professionisti e la necessità per loro di dover lavorare ed eseguire la certificazione energetica e la prestazione professionale a prezzi non consoni e non compatibili con il livello qualitativo richiesto dalla documentazione da redarre.
Inoltre, l'istituzione della tariffa minima, sarebbe garanzia di qualità del certificato energetico che viene redatto e della conseguente tutela del consumatore, che è poi la miglior pubblicità che un certificatore energetico e un professionista in generale, può farsi.
Certificatore Affiliato n.11391
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